Meno sarebbe meglio!

20.03.2019

All’inizio di marzo la stampa agricola riferiva che le importazioni di carne di mucca decise dal consiglio d’amministrazione di Proviande erano troppo elevate e inappropriate tenendo conto del maggior numero di macellazioni di mucche eseguite durante la scorsa estate in seguito alla carenza di foraggio.

Sta di fatto che il mercato della carne di mucca è caratterizzato in generale da un’offerta troppo esigua riconducibile alla riduzione degli effettivi di bovini decisa dalla politica e ai progressi costanti ottenuti nella prestazione lattiera. In effetti, sempre in seguito al maggior numero di macellazioni del 2018 rispetto al 2017, è stato importato il 40% in meno di mezzene di vacche. La proposta di un consigliere nazionale dell’area contadina, espressa in una lettera al giornale e verosimilmente riconducibile alla campagna elettorale, in cui si chiede un aumento immediato dei prezzi delle vacche a otto franchi, appare decisamente fuori luogo e si qualifica da sé: infatti, al tempo stesso pretende, per mantenere l’economia lattiera in combinazione con la carne di mucca nel nostro Paese, che le importazioni di carne vengano effettuate con maggior sensibilità. Ed è proprio questa affermazione che fa emergere l’atteggiamento ingiustificato secondo il quale il settore della carne è tenuto a finanziare in modo trasversale l’economia lattiera con i problemi non indifferenti che la contraddistinguono! Viceversa, tutti rimangono silenziosi quando si discute della qualità della carne da macello delle vacche altamente produttive. Gli esponenti in questione trascurano inoltre gli sviluppi che riguardano la carne da trasformare, i quali rendono necessario per la prima volta dal 2014 un aumento generalizzato del prezzo della carne da salumeria (vedi articolo separato). Ciò dimostra ancora una volta la peculiarità del settore della carne, dove non si devono considerare unicamente i prezzi per l’intera carcassa, bensì tener conto dei rapporti ben calibrati tra i diversi tagli e tipi di carne. Per questo motivo il settore della carne dispone, grazie al consiglio d’amministrazione di Proviande, di un comitato di esperti del mercato provenienti dai vari livelli del mercato con il compito di trovare ogni volta la soluzione ottimale per l’intero settore. Invece di sparare nel mucchio, sarebbe più utile approfondire l’attuale situazione del mercato, in altre parole: meno sarebbe meglio!

Ruedi Hadorn, direttore dell’UPSC

 
 
 
 
Elis Welti, Capo Comunicazione e sost. direttore UPSC
 
 
 
 
 

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